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Mercato immobiliare : possibile miglioramento ?

gennaio 21st, 2010 by admin | Filed under Mercato Immobiliare

Dai dati dell’ultimo semestre 2009 sono diversi i fattori che fanno ipotizzare un miglioramento del mercato immobiliare. In particolare ciò che fà ben sperare sono le previsioni degli operatori del settore che appaiono meno pessimistiche rispetto a giugno del 2009. La fiducia sembra essere posta soprattutto in un ritorno graduale della domanda (che ha dato i primi segni di ripresa), che consente di guardare con più ottimismo ad una ripresa delle compravendite, delle locazioni e dei prezzi. Soprattutto il comparto residenziale sembra essere quello che raccoglie il maggior numero di aspettative di ripresa da parte degli operatori, essendo il naturale sbocco di investimento della liquidità nelle mani delle famiglie. Più complesso appare il comparto degli immobili per le attività economiche, la lenta evoluzione del quadro macroeconomico, le cui stime di crescita per il 2010 sono nell’ordine dello 0,6%, non consentono di attendersi una ripresa significativa nella domanda di uffici, negozi o di altri immobili legati ad attività economico-produttive. Comunque è ancora presto per poter sostenere che la correzione al ribasso dei prezzi stia esaurendosi, ma è un dato di fatto che, mentre il semestre precedente sembrava dominato dal senso di una preoccupante tendenza al peggioramento, questo sembrerebbe diversamente intonato. Il divario fra prezzo di offerta e di domanda, continua a salire  ed arriva anche a punte record nell’ ordine del 13%. Anche i tempi di vendita continuano ad allungarsi superando in quasi tutti i comparti i 6 mesi. L’eccezione è rappresentata dai tempi di locazione del residenziale. Comunque dai dati raccolti, il punto più basso della recessione sarebbe stato toccato nel periodo marzo-aprile 2009 e da qui in avanti i segnali di recupero si sono fatti più forti, anche se permangono temi di criticità come la fragilità del sistema finanziario, l’ insufficiente espansione del credito, l’ entità del debito pubblico, l’ aumento della disoccupazione o l’inadeguato aumento della produttività. Alla luce di questa generale incertezza, risulta sempre più difficile formulare previsioni che in ogni caso sono orientate ad una ulteriore riduzione dei prezzi in misura del ‐1 / ‐2% nel 2010, per poi tornare in terreno positivo solo nel 2011, con transazioni che possono riavviarsi significativamente nel 2010 solo alla luce di un incremento delle erogazioni di mutui alle famiglie da parte del mondo del credito. Vediamo come è andato il mercato immobiliare nel 2009.I prezzi degli immobili nelle 13 grandi aree urbane italiane mostrano le seguenti performance annue: ‐4,1% abitazioni, ‐3,9% uffici, ‐3,2% negozi. Le variazioni semestrali risultano essere: ‐1,6% abitazioni, 1,6% uffici e ‐1,5%negozi. Nel secondo semestre dell’ anno la riduzione dei prezzi è stata dunque più contenuta rispetto a quella del primo. Si tratta della terza variazione semestrale negativa consecutiva per le abitazioni e della seconda per gli immobili d’ impresa. I tempi di vendita degli immobili sono aumentati ulteriormente e si sono portati a 6,2 mesi per le abitazioni, 7,8 mesi per uffici, 7,1 per i negozi tradizionali, 8,9 mesi per i capannoni industriali. Aumentano anche i tempi medi per la locazione, con l’ eccezione del segmento residenziale. Si ampliano gli sconti mediamente praticati all’ atto dell’ acquisto, che arrivano al 13,2% per le abitazioni, al 13,9% per gli uffici, al 13% per i negozi ed al 12,6% per i capannoni industriali. Le compravendite hanno continuato a diminuire anche nella seconda parte del 2009, ma ad una intensità più contenuta rispetto a quanto non sia accaduto nella prima, indicazione confermata dai dati più recenti dell’ Agenzia del Territorio. I dati ministeriali parlano, nel III trimestre 2009 rispetto allo stesso trimestre del 2008, di una diminuzione dell’ 11% per le abitazioni, del 18,9% per uffici, del 17,7% per il settore commerciale e del 17,7% per quello produttivo. Dalla combinazione della flessione dei prezzi con quella delle quantità, si ottiene la riduzione del valore del mercato immobiliare complessivo, che nell’ ultimo biennio ha perso circa il 30%, passando dai 154 miliardi di euro nel 2007 ai 109 stimati per il 2009.  Anche il settore dell’ edilizia sta subendo una brusca contrazione, con investimenti in costruzioni che dovrebbero diminuire del 9,4% nel 2009 ed un ulteriore 7,1% nel 2010 (nel caso in cui il Piano Casa sortisca qualche effetto, la contrazione del 2010 potrebbe contenersi nel 3,9%). Nel corso del semestre si è registrato un ulteriore peggioramento della qualità del credito legato al settore immobiliare, come testimonia l’aumento delle insolvenze dei mutuatari. Fino alla primavera del 2008 questo indicatore oscillava intorno all’ 1‐1,1%; dopo un anno è raddoppiato. Tale fenomeno, associato alla lunghezza e onerosità delle procedure di recupero coattivo, induce le Banche a mantenere un atteggiamento selettivo nei confronti dell’ allocazione immobiliare. Si stima, infatti, che a fine anno le erogazioni di mutui alle famiglie per acquisto di immobili siano scesi a 49,2 miliardi di Euro, a fronte dei 56,5 dell’ anno precedente, con una flessione del 12,9%. Inoltre, in un contesto di minore disponibilità creditizia, si segnala l’ ulteriore espansione della componente di surroga e sostituzione, arrivata a toccare i 12,3 miliardi di Euro con un’ incidenza sull’ ammontare complessivo messo a disposizione del settore residenziale superiore al 25%. Sempre a questo proposito il 93% degli operatori immobiliari interpellati riferiscono che la propria clientela sta incontrando sempre più difficoltà nell’ ottenimento di mutui da parte delle banche, soprattutto per la richiesta da parte di queste ultime di garanzie aggiuntive e per la disponibilità ad una minore quota di finanziamento rispetto al valore dell’ immobile. Il settore dei fondi immobiliari aumenta in termini dimensionali, anche se continua inesorabilmente a contrarsi la componente retail. Dal punto di vista della performance, la flessione media registrata dal comparto è molto contenuta se posta in relazione al tracollo degli investimenti nel settore corporate. In Borsa lo sconto dei fondi quotati rispetto ai valori di bilancio continua ad attestarsi, in media, al 35%, denotando la perdurante diffidenza degli investitori verso questo tipo di veicolo. La capitalizzazione dei titoli delle società immobiliari quotate è cresciuta del 66% rispetto ai minimi di inizio anno. Si tratta di una dinamica più contenuta rispetto a quella generale di Borsa (+80%) e rispetto a quanto fatto registrare dalle principali società immobiliari europee (+90%).Il settore immobiliare quotato italiano paga l’ esigua dimensione complessiva e l’ esposizione a forti oscillazioni speculative.
Fonte: Nomisma

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2 commenti a “Mercato immobiliare : possibile miglioramento ?”.

  1. Gianluca rurale :

    Gianluca Rurale esercita da oltre venti anni l’attività di mediatore esclusivamente appartamenti e ville di charme ubicate in posizioni dominanti nella Brianza, Monza, e sulle sponde del Lago di Como Locazioni di ville ed arredati appartamenti per il Manager .
    Clientela di Alto standing desiderosa di pianificare il patrimonio immobiliare sine voce populi
    A disposizione anche alla *Domenica* per valutazione immobile come per il sopraluogo nelle dimore in vendita oppure in locazione
    Rilascio la reperibilità telefonica quale 3931856266 oppure 039514192
    Non collaboro con alcun Professionista

  2. Il pericolo latente é l’aumento massiccio dell’insolvenza dei mutuatari i quali , essi stessi ,sono stati prima illusi (finanziamenti anche comprensivi delle spese accessorie all’acquisto)e poi disillusi dalla brusca frenata intervallata da una secca accellerata dei tassi per coloro che avevano optato per il “variabile” : insomma un’autentico “colpo di frusta” per far fronte al quale ,si é dovuto aprire il capitolo delle rinunzie con la ovvia conseguenza della contrazione dei consumi di cui lamentano a loro volta gli effetti negativi le aziende . Dei fondi immobiliari non si é avuta poi reale concreta azione di sostegno dei mercati sebbene vi é da riflettere su cosa sarebbe potuto accadere se non avesero , almeno in qualche misura e per alcune operazioni di cartolarizzazione , assorbito parte dell’offerta che (e questa é la seconda spada di Damocle pendente o meglio il secondo filo della sua lama…) altrimenti sarebbe calata come una scure sui mercati agendo sui valori e deprimendo definitivamente le loro prospettive di ripresa a breve e medio termine. Giorgio Mantovani agente immobiliare in San Remo 23 gennaio 2010

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