Canada: mercato immobiliare in netta ripresa
Il mercato del settore immobiliare in Canada è ripresa con il numero delle compravendite che dovrebbe raggiungere il nuovo record annuale e gettare le fondamenta per un anno molto positivo. In oltre è aumentato anche il numero delle costruzioni di nuove abitazioni.
La Canadian Real Estate Association, organizzazione che rappresenta circa 10.000 tra agenti e agenzie immobiliari in tutto il Canada, ha infatti previsto per il 2010, un numero di vendite superiore al mezzo milione e cioè 527.300 atti di compravendita. Questo significa per il 2010 un aumento del 13,3 per cento rispetto all’anno precedente. Secondo la Canadian Real Estate Association questo sarebbe un vero record superiore dell’1,2 per cento rispetto a quello precedente del 2007.
Le cause di questa corsa all’acquisto della “casetta in Canada” sarebbero principalmente due e cioè i bassi tassi di interesse e la decisione di molti di accelerare l’acquisto per prevenire l’entrata in vigore della Harmonized Sales Tax che entrerà in vigore dal primo di luglio in Ontario e British Columbia. Secondo il presidente della Canadian Real Estate Association Gregory Klump, a questi fattori si deve aggiungere «anche la nuova stabilità dei mercati finanziari e la ripresa in atto dell’economia globale». Questo significa che per l’anno in corso difficilmente si ripeterà la caduta, ha detto Klump, registratasi dall’ottobre del 2008 e lo scorso anno.
Sempre ieri è stato reso noto dalla Canada Mortgage and Housing Corp. anche la costruzione di nuove abitazioni è in aumento. Nello scorso mese di gennaio, infatti, è iniziata la costruzione di 186.300 nuove abitazioni facendo così salire l’indice su base annuale del 5,8 percento rispetto al mese di dicembre del 2009 quando furono costruire 176.100 unità.
Intanto il prezzo medio delle stesse abitazioni è già salito e si prevede un ulteriore aumento nel corso dell’anno che dovrebbe arrivare a 337.500 dollari. Si tratta quindi di un aumento del 5,4 per cento e dovrebbe interessare tutte le province. Si nota, tra l’altro, una consistente ripresa del mercato immobiliare nella British Columbia e in Ontario.
Come detto l’attività è stata stimolata, e continua ad esserlo, dal basso costo del denaro con la Banca del Canada che ha confermato questi tassi almeno fino alla metà di quest’anno. L’overnight rate è ora al minimo storico con lo 0,25 per cento e ciò si riflette sui costi dei mutui ipotecari. Le cose dovrebbero rimanere così ancora per qualche mese, a meno di qualche rigurgito inflazionistico che costringerebbe la banca centrale a rivedere i propri piani.
Questa corsa alla “casetta in Canada” ha fatto temere più di qualcuno la creazione di un mercato instabile e la ripetizione dei problemi registrati nel 2007 negli Stati Uniti con i cosiddetti “subprime”.
Il ministro delle Finanze Jim Flaherty ha comunque respinto tali preoccupazioni, avanzate soprattutto da alcuni istituti finanziari, rilevando che la situazione in Canada è molto diversa da quella degli Stati Uniti all’epoca dei problemi del 2007: «Al momento attuale - ha detto Flaherty - non c’è alcun sintomo che possa far paragonare la situazione canadese a quella americana e provocare un altro “housing bubble” in Canada». Flaherty ha comunque aggiunto che il governo federale «continua a monitorare la situazione e saremo pronti a intervenire in caso di necessità che, per ora, non ci sono».
Oltre al settore di case per civile abitazione, il settore immobiliare è in salute anche nelle costruzioni industriali e pubbliche. Questo è vero soprattutto nella British Columbia dove il mercato è stato spinto al rialzo grazie alle Olimpiadi invernali che cominceranno questo fine settimana.
Nel settore delle case il totale di nuove costruzioni lo scorso anno ha totalizzato 149.081 unità con la maggioranza delle quali realizzatesi soprattutto verso la fine dell’anno.
Infatti c’è stato un calo fino al mese di aprile mentre le cose sono migliorate con l’arrivo della primavera.
Prima dell’inizio della recessione nel mese di ottobre del 2008, il numero mensile era arrivato anche a 220.000. Come si vede, netta ripresa ma ancora non ai livelli pre-recessione.
Il mercato occupazionale continua quindi a crescere ma il tasso di disoccupazione è ancora intorno all’8% e vi rimarrà ancora per qualche tempo.
fonte: corriere.com
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