Mercati: Borse affondano su violenza Libia, Milano a -0,29%. Vola il petrolio
La borsa statunitense ha chiuso la seduta di ieri in netto ribasso trascinata dalle forti violenze scoppiate in Libia. I timori di guerra civile e la paura di un contagio in altri Paesi del Medio Oriente hanno pesato sulla borsa di Tokyo e sulla giornata dei mercati europei affondati anche per la continua crescita del prezzo del petrolio. Piazza Affari pur terminando in rosso, riesce a ridurre le perdite grazie ai dati positivi sul mercato immobiliare giunti da oltreoceano.
LA GIORNATA DEI MERCATI
1) Chiusura di ieri a WALL STREET
Wall Street ha chiuso ieri in forte perdita a causa della situazione drammatica in Libia. I forti timori hanno oscurato il dato positivo sulla fiducia dei consumatori.
Gli indici: il Dow Jones ha perso l’1,4%, l’S&P 500 il 2,1% e il Nasdaq Composite il 2,7%.
2) MERCATI in ASIA
- Anche la Borsa di Tokyo termina le contrattazioni in territorio negativo. Sul mercato hanno pesato le forti tensioni in Libia e il timore che possa scoppiare una guerra civile.
Gli indici: Nikkei ha perso lo 0,8% a 10.579,10 punti e il Topix l’1% a 946,88 punti.
- Dopo le perdite di ieri, la borsa cinese ha terminato oggi in rialzo trainata dagli auriferi: lo Shanghai Composite ha guadagnato lo 0,3% a 2.862,63 punti.
3) I MERCATI in EUROPA
Dati di oggi
- Dalla zona euro
Gli ordinativi all’industria sono aumentati a dicembre nella zona euro del 2,1%. Gli economisti avevano atteso un calo dell’1,3%.
- Da oltreoceano
L’Associazione Agenti Immobiliari degli USA ha comunicato che le vendite di case esistenti sono aumentate a gennaio del 2,7% a 5,36 milioni di unità. Gli economisti avevano atteso 5,23 milioni di unità.
Il prezzo medio di vendita è calato lo scorso mese da anno ad anno del 3,7% a 158.800 dollari, raggiungendo i suoi più bassi livelli dall’aprile del 2002.
Venti di oggi: il petrolio a quanto volerà?
Nomura, famoso broker giapponese, ritiene che l’attuale crisi nel Medio Oriente e nel Nord Africa possa far esplodere il prezzo del petrolio: se la Libia e l’Algeria dovessero entrambe fermare la loro produzione, le quotazioni potrebbe salire fino a 220 dollari al barile.
Le chiusure dei mercati
- Borse europee
Il FTSE 100 a Londra ha perso l’1,2%
Il DAX a Francoforte l’1,7%
Il CAC40 a Parigi lo 0,9%
L’IBEX 35 a Madrid lo 0,6%
Lo SMI a Zurigo ha chiuso invariato.
- Piazza Affari
Il FTSEMib è sceso dello 0,29% a 21.930 punti
Il FTSE Italia All Share ha chiuso in flessione dello 0,31% a 22.525 punti
Il FTSE Italia Mid Cap -0,03%
Il FTSE Italia Star +0,29%.
Mercato valutario
L’euro ha sfiorato quota 1,38 dollari
L’oro si porta a 1.415 dollari.
Il petrolio continua la sua ascesa a causa della situazione in Libia: le quotazioni si avvicinano ai 100 dollari al barile.
E.M.
(Fonte dati soldionline, borsainside, teleborsa)
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