La BCE ha alzato la scorsa settimana i tassi di un quarto di punto. La notizia, prevista da tempo dagli esperti, non ha sorpreso i mercati e l’Euribor, pur proseguendo sulla via del recupero, non ha ricevuto scossoni. Il riferimento dei mutui a tasso variabile ha, infatti, avviato la settimana registrando variazioni contrastate con i parametri indecisi tra rialzi e stabilità. In tema di mutui è invece da evidenziare la forte contrazione (-17%) sulle richieste effettuate dalle famiglie italiane, misurata dal Barometro Crif. Il calo dimostra la reazione delle famiglie “alle difficoltà dei mercati” e alle incertezze politiche ed economiche.
ANDAMENTO della SETTIMANA per tassi fissi e variabili
a) Tasso variabile, Euribor calcolato a 360 giorni:
- 1 mese 1,46% (13/7); 1,44% (12/7); 1,43% (11/7); 1,41% (08/7); 1,37% (07/7)
- 3 mesi 1,61% (13/7); 1,60% (12/7); 1,60% (11/7); 1,59% (08/7); 1,58% (07/7)
- 6 mesi 1,82% (13/7); 1,82% (12/7); 1,83% (11/7); 1,83% (08/7); 1,82% (07/7)
- 12 mesi 2,18% (13/7); 2,18% (12/7); 2,20% (11/7); 2,20% (08/7); 2,20% (07/7).
Euribor calcolato a 365 giorni:
- 1 mese 1,48% (13/7); 1,46% (12/7); 1,45% (11/7); 1,43% (08/7); 1,39% (07/7)
- 3 mesi 1,63% (13/7); 1,62% (12/7); 1,62% (11/7); 1,62% (08/7); 1,61% (07/7)
- 6 mesi 1,84% (13/7); 1,84% (12/7); 1,86% (11/7); 1,86% (08/7); 1,85% (07/7)
- 12 mesi 2,21% (13/7); 2,21% (12/7); 2,23% (11/7); 2,23% (08/7); 2,23% (07/7).
b) Tasso fisso, Eurirs-IRS:
- 5 anni 2,57% (12/7); 2,58% (11/7); 2,69% (08/7); 2,79% (07/7); 2,76% (06/7)
- 10 anni 3,19% (12/7); 3,19% (11/7); 3,31% (08/7); 3,41% (07/7); 3,34% (06/7)
- 15 anni 3,49% (12/7); 3,51% (11/7); 3,66% (08/7); 3,74% (07/7); 3,67%(06/7)
- 20 anni 3,56% (12/7); 3,58% (11/7); 3,75% (08/7); 3,84% (07/7); 3,76% (06/7)
- 25 anni 3,51% (12/7); 3,55% (11/7); 3,71% (08/7); 3,82% (07/7); 3,74% (06/7)
- 30 anni 3,44% (12/7); 3,48% (11/7); 3,66% (08/7); 3,76% (07/7); 3,69% (06/7).
CONFRONTO con LA SETTIMANA PRECEDENTE
RICHIESTE MUTUI in CALO
Come anticipato da Il Sole24ore, nell’ultima edizione del Barometro Crif sulla domanda mutui, emerge che a giugno le richieste delle famiglie sono calate del 17% rispetto allo stesso periodo del 2010. Enrico Netti ha riportato il commento del direttore generale Credit bureau service di Crif: “Le famiglie italiane hanno reagito di pancia alle difficoltà dei mercati, alla crisi della Grecia, al mercato del lavoro debole e alle prime avvisaglie di rialzo dei tassi da parte della Bce. L’aumento di un quarto di punto di giovedì potrebbe ulteriormente incidere negativamente sulle richieste accentuando la cautela”. Ma il recupero dei tassi non dovrebbe influenzare negativamente le erogazioni. Infatti, secondo Enrico Lodi di Crif, “a fine anno la crescita delle consistenze dei mutui dovrebbe sfiorare il +7%”.
Per quanto riguarda il primo semestre dell’anno, l’analisi ha sottolineato comunque una maggiore disponibilità degli istituti di concedere mutui. Inoltre l’ultima rilevazione del tasso di default ha registrato, a marzo 2011 su base annua, un calo delle sofferenze e dei ritardi dal 2,3% all’1,8%.
Se posizioniamo la lento sulle regioni, si assiste ad un calo delle richieste di mutui più accentuato in Umbria e Valle D’Aosta (-13%), Marche (-12%), Trentino A.A. e Puglia (-11%).
Approfondimenti: Le previsioni volano “basso”
E.M.
(fonti dati euribor; Il Sole24ore)









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Come dicevo nel precedente commento il momento è particolare. Troppa incertezza, troppa paura. I tassi seconde me sono destinati a salire, quindi normale un po’ di prudenza.
Come ultima cosa vorrei ringraziarvi per i continui e puntuali articoli, siete un utile strumento di lavoro e d’informazione. Grazie. Andrea