“Quattro contribuenti su cinque non risultano congrui al redditometro”, quindi “non rispetterebbero quanto richiesto dal Fisco in termini di reddito imponibile e di tasse da versare all’erario”. Ad affermarlo è l’analisi di Contribuenti.it sul nuovo metodo di accertamento sintetico. Lo strumento permetterà di controllare la coerenza tra spese e reddito dichiarato e, quindi, tenore di vita. Il cosiddetto Redditometro sarà applicato dall’anno di imposta 2009 e si compone di 7 categorie, “dall’abitazione ai mezzi di trasporto, dai contributi previdenziali all’istruzione” . Sono più di 100 le voci rappresentative della vita quotidiana. E il timore dei commercialisti è che lo strumento diventi come gli studi di settore.
Redditometro. La nuova versione del metodo di accertamento sintetico deriva dal recepimento dell’art.22, comma 1, del Dl 78/2010. Come spiegato dall’Agenzia delle Entrate alle categorie e alla stampa, dopo la sperimentazione, lo strumento sarà operativo da febbraio 2012.
Applicazione. Il redditometro verrà applicato dall’anno di imposta 2009 e interesserà tutti i contribuenti persone fisiche, che utilizzando il sistema dell’Agenzia via internet, potranno controllare la propria posizione, ovvero la coerenza tra il livello di spesa e il reddito dichiarato.
100 voci. Come ha spiegato il direttore, Attilio Befera, “il redditometro si compone di sette categorie, che vanno dall’abitazione ai mezzi di trasporto, dai contributi previdenziali all’istruzione; all’interno delle quali vengono raccolte oltre 100 voci, come l’arredamento, le minicar, la pensione complementare e gli asili nido”. Voci rappresentative, quindi, della vita quotidiana che incontreranno undici tipi di nucleo familiare in cinque aree geografiche differenti.
Somiglianze. Come affermato dal presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, Claudio Siciliotti, a Radio24 “guai se il redditometro è come gli studi di settori”. E, in effetti, per un certo verso la somiglianza sussiste tanto che le categorie professionali hanno osservato l’utilità di uno strumento preciso e non caratterizzato da accertamenti di massa fondati su presunzioni.
Il Fisco ‘rassicura’. Con l’aiuto del nuovo redditometro, l’Amministrazione finanziaria punta ad inasprire la lotta contro l’evasione fiscale, ma Luigi Magistro, direttore centrale accertamento delle Entrate, assicura sulla precisione dello strumento: “avremo la possibilità di non scocciare chi non merita di essere scocciato e non impiegheremo risorse inutilmente, quando c’è una grande massa imponibile da far emergere”.
1 italiano su 5. Secondo la stima elaborata da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it risulta che “per l’anno d’imposta 2010 non sono in linea con il redditometro il 77,2% degli italiani e si stima che con il nuovo redditometro, alla fine del 2011, arriveranno all’ 79,8%, con punte record nella fascia giovanile dove 86,4% non è congruo”.
Erika Mainini
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