Il ripristino dell’Ici prima casa abbraccia la rivalutazione delle rendite catastali. E secondo il testo uscito dal CdM di domenica, il valore degli immobili verrà moltiplicato non più per 100 ma per 160, con un aggravio del 60%. Meccanismo che diverge dall’ipotesi iniziale ad effetto progressivo e sembra allontanarsi dal principio di equità. “L’aumento indiscriminato – avverte Assoedilizia – introduce fattori di grave sperequazione e distorsione nella tassazione degli investimenti del risparmio”. Il confronto tra Ici prima casa precedente, ovvero del 2007, e la nuova imposta porta in media aumenti dell’11% per le abitazioni medio signorili e un calo del 2% sulle case economiche. I picchi si verificano nelle grandi città, con Venezia e Roma in testa. Il mercato immobiliare non è esente da rischi. Secondo Colombo Clerici le conseguenze depressive colpiranno tutti i comparti: edilizia su nuova produzione , recupero, compravendite.
Scure sulla casa – L’anticipazione dell’Imu assorbe il ritorno dell’Ici prima casa. La manovra Monti prevede un’aliquota ordinaria per le seconde case pari allo 0,76% con possibile margine del 3 per mille ad uso dei Comuni. Sull’abitazione principale graverà un’aliquota dello 0,4% anch’essa possibile di ritocco del 2 per mille (in merito le fonti divergono). Per la prima casa è, però, prevista un’esenzione fino alla concorrenza di 200 euro.
Calcola la nuova Ici – La misura, però, non viaggia da sola, ma è agganciata all’aumento del 60% dei valori imponibili catastali. In pratica la base imponibile verrebbe calcolata moltiplicando non più per 100 ma per 160 le attuali rendite catastali. Per calcolare l’impatto occorre, quindi, conoscere la rendita catastale della propria abitazione. Il dato è reperibile nell’atto di compravendita o sul sito dell’Agenzia del territorio.
Ici a confronto – Il ripristino dell’Ici prima casa è stato accorpato all’anticipo dell’Imu, l’imposta municipale unica prevista dal decreto sul federalismo municipale. Come spiega Gino Pagliuca sul Corriere della Sera, la super-Imu comprende “sia l’Ici sia la quota Irpef relativa agli immobili residenziali non locati e che non hanno i requisiti per essere definiti abitazione principale”. Ne consegue – continua il giornalista – che “una parte di imposta progressiva è stata sostituita da un’imposta fissa e ovviamente chi ha scaglioni Irpef più elevati ha meno svantaggi. Anzi può anche risparmiare”.
In tema di prima casa, il Corriere fornisce una tabella utile al confronto con l’Ici prima casa precedente, ovvero del 2007. Il base ai dati di Agenzia del Territorio e Anci, il quotidiano ha calcolato l’esborso medio qualora i Comuni applicassero le aliquote standard. L’aumento medio risulta dell’11% per le case medio signorili in categoria catastale A2 e un calo del 2% per le case economiche in A3. I picchi si registrano nei grandi centri: a Milano per gli immobili in A2 si calcola un incremento rispetto all’Ici precedente del 27% e per gli A3 del 9%, Roma del 27 e del 21%, Venezia del 58,1 e del 55,8%.
Esempio – Considerando anche l’aumento dell’addizionale regionale Irpef, ritoccata dello 0,33%, le nuove misure producono rincari non da poco. Nel caso di trilocale sito in zona semicentrale a Milano, il proprietario prima casa potrebbe pagare da un minimo di 213 euro ad un massimo di 1.038 euro. Qualora il proprietario dell’immobile non fosse residente, l’imposta sulla seconda casa non sarebbe più di 645 euro ma andrà da un minimo di 949 a un massimo di 2.188 euro.
Mercato immobiliare – Così come previsto l’aumento “introduce fattori di grave sperequazione e distorsione nella tassazione degli investimenti del risparmio”. Il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, spiega i possibili rischi e gli effetti prevedibili. L’aumento dei valori imponibili catastali nella misura del 60% “discrimina fortemente l’investimento immobiliare rispetto all’investimento finanziario”; “amplifica enormemente, rendendole intollerabili, le disparità tra valori catastali rimasti inalterati da decenni e quelli recentissimamente già aggiornati”; “è fortemente discriminatorio nei confronti del mercato immobiliare italiano perché colpisce solo coloro che hanno investito in immobili in Italia, lasciando indenni tutti coloro che hanno acquistato immobili all’estero, per rispettando le norme valutarie”. Clerici considera inoltre “gravemente punitivo nei confronti dell’investimento in immobili in locazione l’innalzamento dell’aliquota Imu, dallo 0,4% come previsto nella bozza originaria del Decreto, allo 0,76% elevabile fino all’1,6%”.
Assoedilizia ha previsto i possibili effetti: depressione del mercato immobiliare, in tutti i comparti con calo dell’attività edilizia nuova produzione, recupero, compravendite; disincentivazione degli investimenti stranieri in Italia e spinta degli investimenti italiani all’estero; valori di mercato ridimensionati e relative conseguenze sul ricavo delle dismissioni degli immobili pubblici; infeltrimento degli investimenti per le abitazioni in locazione; inevitabile aumento dei canoni d’affitto di immobili sia abitativi sia a uso diverso dovuta alla tensione nel campo della locazione.
TUTTO MANOVRA: tassazione immobiliare a 3 vie, giallo 55%, Iva +2%. L’effetto “sorpresa”
Erika Mainini
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intanto siamo in due…..dobbiamo cominciare da noi
togliere alle banche che ci hanno anche scippato il diritto di nominare chi ci governa…..la possibilità di gestire il nostro denaro.Ricusare i debiti internazionali e metterci in autarchia.Ci farebbe bene imparando ad evitare i consumi a valorizzare le nostre ricchezze……..a comunicare al resto del mondo che anche noi dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare sulla nostra terra.Ho speranza nella Grecia ( già successo)che ha sempre dimostrato di tenere alla propria identità .Impariamo a dire basta!!!!!!!!!!!!!!!
Tutto continua come sempre……….come sempre le testa non si usa : le rendite catastali avevano in corso una procedura di aggiornamento reale attraverso la certificazione obbligatoria da allegare agli atti di compravendita e di locazione
(Legge Europea)pena la nullità degli atti.Il tutto è stato vanificato dai protocolli d’intesa tra le varie categorie interessate a lucrare , esclusi i contraenti :Il proprietrio………… della reggia di Caserta …ha una rendita catastale bassissima non essendo mai stata aggiornata da trasferimenti di proprietà o similari ;il proprietario di uno stupido appartamento appena costruito avrà un aumento del 60% di una rendita aggiornata di un immobile sottoposto ad ipoteca folle di una stupida banca che gli ha elergito un mutuo sull’80% del valore dell’immobile se non del 100%.Continuiamo così o vogliamo fermare questo meccanismo perverso?
” Meccanismo perverso”… parole azzeccate Marisa! Un meccanismo che trae origine da decenni di Italia mal governata. Molte delle misure anti-crisi appena varate (ex riforma delle pensioni) dovevano realizzarsi negli anni, soprattutto progressivamente e bandendo le politiche di breve periodo. Senza fretta, quindi, puntando principalmente all’equità. Ma con il monito “Fate presto” (anche se giustificato) e lo spauracchio di un Paese sull’orlo del baratro (immagine ormai di moda)… tutto è lecito. Ma come sappiamo la fretta, a volte, è cattiva consigliera. Per racimolare più risorse si inizia a “strizzare” i soliti Noti (ci vorrebbe troppo tempo per i ‘soliti Ignoti’).
Nel frattempo dovremmo scusare, accettare, comprendere… decisamente difficile!!! Dopo la scure di questa manovra e delle precedenti, spero in un miglioramento delle misure appena varate almeno in un’ottica meno scioccante: un’introduzione più morbida e meccanismi più equi che vadano a colpire privilegiati e casta (l’esempio di chi ci rappresenta non guasta!!! ). E soprattutto sono in attesa di vere Misure per la Crescita… materia su cui da “italiana mazziata” ora pretendo IL meglio! Anche perchè se non saremo capaci di riavviare il “Motore Italia”, le misure di Austerity allargheranno la fessura del “baratro” di cui parlano.
Ora… come trovare il bandolo della matassa? Noi possiamo lavorare bene nella nostra quotidianità, ma il nostro lavoro non è Governare… noi ci affidiamo ad altri per questo. Li stipendiamo per questo! E per questo possiamo Pretendere e fermare il meccanismo perverso!
Concludo, quindi, con la tua domanda: “Continuiamo così o vogliamo fermare questo meccanismo perverso”?