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Posted by casaXP on dicembre - 16 - 2011 0 Comment

L’agente immobiliare “classico” è in via di estinzione. Oltre a giocare un ruolo primario nella tutela del risparmio delle famiglie, il professionista della casa cambia pelle e diventa “multidisciplinare” ricoprendo una consulenza a più facce. Urbanistica, contrattuale, fiscale, peritale. Un argomento affrontato anche nel ‘dibattito a tre’ avvenuto al 14° Convegno provinciale di Fimaa Varese. Incalzati dalle domande di Guglielmo Pelliccioli di Quotidiano Immobiliare, i presidenti di Fimaa, Fiaip, Anama si sono confrontati sul calo degli affari, crisi finanziaria e situazione politica. Per il rilancio del settore, un contributo può-deve arrivare dalla specializzazione degli operatori e dalla “fantasia” delle strutture operative. Mentre dal confronto riaffiora l’importanza della consulta interassociativa nazionale, qualcuno si chiede perché tre associazioni per rappresentare i 40 mila lavoratori della mediazione immobiliare. Una sarebbe meno costosa e più efficiente?

Convegno – Antiriciclaggio all’interno delle agenzie immobiliari, classe energetica degli immobili con obbligo di inserimento negli annunci commerciali dal 1 gennaio 2012, prospettive e futuro della mediazione creditizia. Sono i tre macroargomenti affrontati martedì 13 dicembre nel 14° Convegno provinciale di Fimaa Varese, organizzato dal presidente Saltino Taverna.

Scenari – Durante il convegno tre attori-protagonisti della scena immobiliare, incalzati da Guglielmo Pelliccioli, hanno dibattuto sulle prospettive dell’intermediazione immobiliare in Italia e sulla strada da percorrere per contribuire al rilancio del settore in una crisi considerata tra le più difficili e pericolose. Una spinta deve arrivare dall’interno: azione e collaborazione delle associazioni, specializzazione degli operatori.

Rilancio settoreAnama parla di “grande fantasia” necessaria alle strutture operative e di offerta professionale con un “ventaglio di servizi e opportunità”. Dall’intermediazione immobiliare, all’amministrazione e gestione dei condomini, oltre alla consulenza tecnica e creditizia. Un professionista che, come sosteneva qualche giorno fa sul sito di Fiaip il presidente Righi, è “multidisciplinare”: “sia la politica che le istituzioni, in Italia ed in Europa, durante il recepimento della direttiva Bolkenstein, hanno accolto in pieno le tesi delle nostre associazioni di categoria, fondate sul concetto che la ‘professione’ dell’agente immobiliare, assorbe una serie di competenze che sono difficilmente riscontrabili, nel complesso, in altre categorie”. “L’agente immobiliare – scrive Righi – viene visto come un professionista multidisciplinare, che sempre più svolge un ruolo, di consulenza in materia urbanistica, contrattuale, fiscale, peritale, e che grazie al suo lavoro si pone come figura attiva nella difesa e nella tutela del risparmio delle famiglie italiane”.

Ridisegnare la “mappa normativa” a fondamento della professione di agente immobiliare è uno degli impegni presi durante il Convegno dai tre presidenti: Paolo Bellini di Anama, Valerio Angeletti di Fimaa e Paolo Righi di Fiaip. Per rafforzare il peso della categoria, accoglie consensi anche l’opinione di Tino Taverna  di ridare vita alla consulta interassociativa nazionale vista come strumento indispensabile per il confronto tra le tre associazioni e le istituzioni.

Il tre per uno – Mentre le rappresentanze degli agenti concordano sull’importanza della consulta nazionale, Guglielmo Pelliccioli si chiede perché a fronte di “40 mila lavoratori della mediazione immobiliare”, ci sono ben tre associazioni di categoria. “Mistero – scrive oggi nell’editoriale di Quotidiano Immobiliare - . Non si capisce la ragione perché non ne esista una sola che, sicuramente, costerebbe molto meno agli associati o, quanto meno, eviterebbe una triplicazione di costi tra sedi, costi del personale, spese di gestione, rimborsi e quant’altro …”.

Il tre per uno potrebbe condurre a dei vantaggi, ma è lo stesso Pelliccioli a fornire implicitamente una risposta con la teoria del “numero perfetto” imperante in Italia: “tre sindacati, tre assembramenti politici, tre amministrazioni locali territoriali, tre anni per approvare una pratica edilizia …”. Ovviamente è azzeccata la connessione con sindacati e parti politiche. Gruppi o schieramenti con idee, storie, cammini differenti, ma che possono unirsi in casi di emergenza come la crisi attuale. Sindacati che dopo anni di azioni individuali condividono un’azione comune. Correnti politiche rappresentative dei maggiori partiti che per costrizione o per scelta appoggiano il nuovo esecutivo di soli tecnici.

Lo scenario di oggi impone alle rappresentanze un’azione unitaria, un passo comune di responsabilità sociale. Scegliere dovrebbe avere  ’efficacia erga omnes’, a quanto pare sta diventando un lusso di pochi.

LINK UTILI: Dal franchising immobiliare alle agenzie indipendenti. Come uscire dalla crisi e puntare al futuro

Erika Mainini

(riproduzione riservata)

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