La discesa dei tassi si scontra con spread alle stelle. I risultati sono mutui più cari di 150 euro rispetto alle offerte dello scorso anno. I parametri utilizzati per calcolare mutui a tasso variabile e mutui a tasso fisso risultano in “saldo”. Ma i saldi svaniscono nei prodotti proposti dalle banche. Riportiamo i pareri degli esperti, utili per scegliere il giusto tasso in base al momento, alle proprie esigenze e condizioni. Per opzionare il prodotto migliore occorre procedere, invece, al confronto tra le offerte.
Scalata spread – I tassi d’interesse calati in media dello 0,5% si scontrano con i rialzi sugli spread applicati dalle banche sui mutui. Rincari anche di due punti percentuali che spingono gli spread intorno al 3-4%.
Caro-mutui – Ad analizzare la scalata degli spread e i relativi effetti sui mutui è Rosa Serrano su Affari Finanza. Gli esempi mostrano rincari anche di 150 euro sull’importo da rimborsare mensilmente. Per un finanziamento di 30 anni a tasso variabile di 150.000 euro, Ing Direct il 10 ottobre proponeva una rata mensile di 672 euro, contro l’importo attuale di 765 euro. La differenza si rileva nell’aumento dello spread dal 2,10% al 3,30%.
Offerte 2012 – Le differenze sui costi dei mutui sono elevate non solo nel confronto con le offerte precedenti, ma anche con le offerte attuali. Differenze che dipendono dalla scelta del tasso d’interesse, ma anche dall’istituto di credito.
Variabile puro - In base ai dati rilevati su MutuiOnline.it, il Sole24ore ha elaborato un confronto tra alcune offerte. Considerando anche le previsioni sull’Euribor, il variabile puro si mostra conveniente soprattutto a breve termine. L’elevata differenza sul totale degli interessi versati rispetto a un tasso fisso, più caro, si collega all’alto rischio di volatilità dell’Euribor.
Per una richiesta di 150.000 euro per 25 anni, CheBanca offre un mutuo a tasso variabile a 4,14% e una rata mensile di 786 euro; CreaCasa 4,19% e rata di 789 euro; BNL 4,24% e 789 euro; WeBank 4,28% e 806 euro; CariParma a 4,31% e 796 euro; Intesa San Paolo 4,50% e 806 euro; BiPiemme 4,6% e 825 euro; Ing Direct 4,69% e 839 euro; Banca Carige 6,34% e 971 euro.
Tasso fisso - Per un mutuo a tasso fisso di uguale importo e durata, l’elaborazione del Sole24ore riporta come offerte più convenienti WeBank con un mutuo a rata inchiodata di 5,90 e un esborso mensile di 941 euro; BiPiemme 5,95% e 938 euro; Cariparma 6,29% e 960 euro; Bnl 6,33% e 961 euro; Intesa San Paolo 6,42% e 966 euro.
I parametri per determinare i mutui a tasso fisso, sono ai minimi storici. Ma anche l’Irs si scontra con il caro-spread. Scegliendo il fisso si esclude il rischio di volatilità dell’Euribor. La rata è meno conveniente, ma l’importo resta inchiodato per tutta la durata del finanziamento.
Variabile con cap - L’alternativa è optare per un mutuo a tasso variabile con cap. Il tetto ha un costo aggiuntivo di circa 0,4-0,5%, ma rappresenta una sorta di garanzia che blocca il tasso nel caso l’Euribor risalga o la BCE decida di ritoccare al rialzo il tasso di riferimento. Oltre quella soglia il tasso non può salire, ma potrà scendere qualora i parametri di riferimento tornino ad arretrare.
Secondo i calcoli del quotidiano di Confindustria, le offerte per uguale importo e durata più convenienti risultano quelle di WeBank con un tasso di 4,59% e una rata mensile di 831 euro; Cariparma 4,62% e 821 euro; BiPiemme 4,76% e 838 euro; CheBanca 5,03% e 857 euro.
Interessi totali – Se confrontiamo il totale degli interessi si passa da un ammontare di circa 132.000 euro per il mutuo a tasso fisso, contro l’86.000 del variabile puro e l’oltre 96.000 per il variabile con cap. Il mutuo a rata inchiodata fa pagare interessi elevati, ma riduce a zero il rischio. Il variabile risulta il tasso più conveniente, ma subisce l’alta volatilità soprattutto nel medio-lungo periodo. Un buon compromesso potrebbe essere, quindi, rappresentato dal variabile con cap. Considerando l’ipotesi di partenza, il cap ha un costo finale di circa 8-9mila euro. E’ il prezzo per assicurarsi contro le impennate dell’Euribor e bloccare la rata. Il maggior costo può, quindi, valere la garanzia.
Link utili: Euribor a 3 mesi sotto quota 1,2%. L’impatto sulle rate
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Erika Mainini
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Ma il problema non é quanto costano i mutui……il problema é che le banche non ti finanziano più a meno che tu non dia in garanzia la firma di tuo padre, tuo noono e tuo zio ovviamente solo se sei un dipendente a rempo indeterminato e chiedi non più del 50% dell’importo……..