Interventi che migliorano la vita dei cittadini e alleggeriscono la zavorra della burocrazia per le imprese. Sono gli obiettivi del decreto “Semplificazioni” varato venerdì 27 gennaio in Consiglio dei Ministri. Oltre a puntare a velocizzare il rilascio dei documenti e tagliare gli adempimenti burocratici, la seconda tappa del Pacchetto Crescita prevede agevolazioni per chi apre un’attività imprenditoriale, semplificazioni nel settore degli appalti, ma anche disposizioni volte allo sviluppo come il Piano per l’edilizia scolastica nel rispetto dell’efficienza energetica. Si cerca la formula in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini e il rapporto con la P.A., oltre a incentivare competitività, produttività e occupazione. L’obiettivo è riattivare il “motore Italia”. Andiamo nella giusta direzione? Secondo le stime delle Associazioni consumatori, il risparmio per le famiglie sarebbe assicurato.
Documenti veloci, certificati via web – “Abbiamo seguito le migliori pratiche in campo internazionale”, ha annunciato il premier Monti nella Conferenza stampa di venerdì dopo il varo del decreto in CdM. Le misure riguardano i cittadini, le imprese e le pubbliche amministrazioni e, come spiegato nella nota di Palazzo Chigi, “si propongono di migliorare la qualità dei rapporti con le strutture pubbliche. Non più lunghi tempi di attesa per ottenere un documento, moduli amministrativi complicati e uffici pubblici inaccessibili”. Al via quindi ai certificati online. In pochi passi si potranno ottenere via web cambio di residenza, iscrizione liste elettorali, certificati anagrafici, rinnovo carta identità, partecipazione a concorsi pubblici.
Secondo Adusbef e Federconsumatori, il risparmio per le famiglie sarebbe assicurato: quando saranno realizzate le norme e gli obiettivi compresi nel decreto si avrà ”per i cittadini e il Paese intero un migliore rapporto con la pubblica amministrazione e quindi una migliore qualità dei servizi”. Risparmio di tempo e denaro stimato dalle Associazioni consumatori pari a 154 euro annui a famiglia.
Pmi e appalti– Presso l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici , verrà istituita la “Banca dati dei contratti pubblici”, anche se la partenza è stata differita al prossimo anno. Come specificato nel Sole24ore di sabato, la misura permetterà di sgravare le imprese dall’onere di procurarsi documenti e certificati a testimonianza dei propri requisiti e introdurrà controlli in tempo reale alle stazioni appaltanti.
Considerando che ogni anno le imprese presentano in media 27 volte la stessa documentazione alle varie stazioni appaltanti, si stima che la norma porterà un beneficio in termine di risparmio e meno burocrazia per le Pmi pari a 1,3 miliardi l’anno.
Attesa da tempo, il decreto inserisce la gradazione delle sanzioni inserite nelle gare dando sollievo immediato alle imprese. Fino ad oggi per minime infrazioni le imprese potevano, infatti, rimanere fuori dal mercato anche per un anno.
Scuole green in sicurezza – “Al fine di garantire su tutto il territorio nazionale l’ammodernamento e la razionalizzazione del patrimonio immobiliare scolastico, anche in modo da conseguire una riduzione strutturale delle spese correnti di funzionamento, il CIPE, su proposta dei ministeri delle Infrastrutture, dell’Economia e dell’Istruzione, previa intesa in sede di Conferenza Unificata, approva un Piano nazionale di edilizia scolastica”. Così dispone la bozza del decreto sulle Semplificazioni che specifica l’oggetto del Piano: “realizzazione di interventi di ammodernamento e recupero del patrimonio scolastico esistente, anche ai fini della messa in sicurezza degli edifici, e di costruzione e completamento di nuovi edifici scolastici, da realizzare, in un’ottica di razionalizzazione e contenimento delle spese correnti di funzionamento, nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti, favorendo il coinvolgimento di capitali pubblici e privati”.
Entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto Semplificazioni, la proposta del Piano sarà trasmessa in Conferenza unificata per poi venire approvato entro i successivi 60 giorni.
Per scuole, università ed enti di ricerca vigilati dal Ministero dell’istruzione, una norma specifica dispone, infine, che “entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto”, i proprietari degli edifici debbano “adottare misure di gestione, conduzione e manutenzione degli immobili finalizzate al contenimento dei consumi di energia e alla migliore efficienza degli usi finali della stessa”.
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Erika Mainini
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